Prima della visione tengo a spiegarvi un paio di cose.
Il corto parla di un serial killer che non prova più nulla ad uccidere, ma ormai la sua natura è quella di farlo, è un uomo-macchina con un meccanismo ben definito: uccidere il prossimo.
Il killer però è stanco di tutto questo e vuole smettere, ma non uccidere più vuol dire bloccare il meccanismo e andare contro la sua natura. Non può e non riesce. Dentro di lui crescono le indecisioni, la confusione, la distruzione della sua persona finchè finalmente decide come fuggire dalla sua natura di killer.
Il corto è pieno di simbolismi, metafore e va visto tutto d'un fiato, possibilmente senza distrazioni e cercando di capire le immagini, piuttosto che vederle semplicemente. E' muto quindi ho cercato di dare molta importanza a cosa si vede e al come si vede. Poi ognuno è libero di dare una propria interpretazione al tutto. Alla fine, anche se rispetto al lungometraggio di quest'estate ("Eye of Panther") è più serio, più studiato e stilisticamente migliore, questo corto è una dichiarazione d'amore personale al cinema e alle sue forme; non credo di aver inventato nulla in questo lavoro, ma sono consapevole che ci sono molti richiami a tanti film e a tanti registi.
Un' altra cosa di cui vado modestamente fiero è che in questo film non ho usato alcun tipo di filtro digitale o effetti speciali: tutto è stato creato amatorialmente, compresi i giochi di luce e ombra (e in alcuni casi la scarsa luminosità rende il tutto poco chiaro e granuloso, ma poco importa).
Ultima cosa: il corto contiene alcune sequenze non adatte a chi si può impressionare facilmente.
Ho detto tutto. Non mi resta che ringraziarvi della lettura e augurarvi buona visione!
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AHMMDUUM